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| I toscani hanno il gusto della burla.In materia gastronomica si fanno beffa dei forestieri chiamando "cucina povera" una tavola tutt’altro che stracciona. Apparecchiata con un vasto repertorio di piatti forti e genuini, basati su prodotti rari e ricchi. | ||||||||||||||||||||||||
| I toscani conoscono bene il significato delle parole: dicono povera ma vogliono intendere una cucina semplice, fatta di sapori colti allo stato primitivo, originale, non sofisticata. Una cucina che si potrebbe persino definire sbrigativa, con poche manomissioni culinarie. Da sempre le vicende si ripercuotono su quelle umane creando catene di condizionamenti che durano millenni, la cucina qui, più che altrove, è fatta di niente. Dell’arte di combinare gli avanzi con la fantasia. Un arte che, in tempi di cucina seriale, riscopriamo sopraffina | ||||||||||||||||||||||||
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| Si tratta di piatti semplici, anche se non di
facile preparazione: tutti gli ingredienti (pochi per volta) sono rispettosamente
accostati in modo da non soffocare mai il gusto proprio di ciascun elemento.
Ad esempio la famosa bistecca deve avere quel tipo di carne, di quell'olio,
quella brace di legno di castagno, per essere veramente "fiorentina". Prelibato, tra l'altro, e il cacio pecorino, prodotto ora da pastori sardi immigrati nella zona, ma lo producono con lo stesso procedimento in uso fin dal medioevo, ottimo in tutte le sue diverse fasi di maturazione, da fresco a stagionato, quest’ultimo da servire a fine pasto oppure a merenda. Il Ravaggiolo è invece il cacio tenero conservato in foglie di felce. |
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| Oltre al cacio pecorino, il prosciutto, i saporiti crostini con milza e fegatelli, il pansanto (fettina condita con cavolfiore lessato, aceto e olio), la “bruschetta” con il pane abbruscato al fuoco vivo, con l'olio nuovo e uno spicchio d'aglio strusciato sopra, la panzanella (pane raffermo bagnato, condito con pomodoro, olio, cipolla, basilico e altri aromi), un buon piatto di fagioli al fiasco irrorati d'olio crudo, già costituirebbero un ottimo pasto: ma è d'obbligo assaggiare i pici, una sorta di spaghetti fatti a mano, conditi al sugo di carne. | ||||||||||||||||||||||||
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| I pici venivano preparati una volta dai contadini che non potevano permettersi troppo spesso la carne o altre pietanze "nobili". Gli ingredienti sono: farina bianca, un po' di uovo, acqua tiepida, olio, sale e farina gialla, l'impasto non deve essere molto sciolto, poi si stende, si taglia a strisciolini e quindi questi si arrotolano col palmo della mano e si passano nella farina gialla. Cinque minuti di cottura sono sufficienti e quindi possono essere conditi con sugo di carne o con salsa all'aglio o con le "briciole" di pane raffermo saltate in padella. | ||||||||||||||||||||||||
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| Con i pici, è consigliabile un Rosso di Montepulciano DOC che va bene anche per gli antipasti di crostini con la milza e con i salumi senesi. Sempre a proposito dei primi piatti ricordiamo le pappardelle al sugo di lepre: antico piatto di origine etrusca, la minestra di pane: simbolo della cucina senese, una zuppa di verdure che viene "ribollita" ed infine la minestra di farro. Carni arrostite o "arrosto misto" e porcini arrostiti alla brace, quando è stagione, come piatti di mezzo: immancabile, squisito secondo piatto di ogni pranzo che si rispetti (di pollo e faraona ruspanti, di "nana" (anatra) o ancora carne di maiale, agnello, porchetta cotta con sale, aglio e rosmarino, tacchino, salsicce, coniglio, carne bovina, piccione e cacciagione varia). | ||||||||||||||||||||||||
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| Il tutto accompagnato dalla ciaccia (pasta di pane schiacciata condita con olio) - o dal pane fragrante, senza sale per non offendere gli altri sapori. Si può ancora continuare con i cantucci, biscottini alle mandorle, da intingere nel Vinsanto prodotto localmente, il "castagnaccio" e i "crogetti", i tipici dolci di Carnevale. Dolce stagionale, per le feste di novembre, è la ciaccia dei morti, fatta con farina, strutto di maiale, uvetta e noci, reperibile nei forni della cittadina. | ||||||||||||||||||||||||
| Ecco riportate alcune ricette: | ||||||||||||||||||||||||
Bistecca
alla Fiorentina |
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Castagnaccio |
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Fagioli
all'uccelletto |
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Panzanella Tagliare il pane a fette ed inzupparle di acqua fredda Preparare una marinata di pomodoro a tocchetti, foglie di basilico sminuzzate, olio, aceto, sale e pepe. Quando la mollica sarà morbida, strizzarla leggermente e adagiare le fette sul piatto da portata. Disporre con un cucchiaio il preparato sulle fette bagnandole ancora con l'olio condito. A seconda del gusto si può aggiungere della cipolla tagliuzzata finemente. |
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Ribollita
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Agriturismo
Villa Rosa Via Umbro Casentinese, 161 - 52043 Castiglion Fiorentino - Arezzo tel. +39 348 4742791 Fax +39 0575 656877 info@agriturismovillarosa.it |
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